Breaking Bad

By Fabio

Nel 2008, quando vidi per la prima volta Breaking Bad, mi fu immediatamente chiaro che si trattava di qualcosa di diverso, migliorativo, assolutamente rivoluzionario in materia di serie tv. Alla prima seguirono altre quattro stagioni e si può tranquillamente affermare che BB abbia innalzato l’asticella portando un nuovo termine di paragone, un nuovo standard per gli amanti del genere. Un titolo che non solo ha mantenuto la qualità delle prime puntate bensì è sempre migliorato sotto tutti gli aspetti che ne compongono il suo successo.

L’avventura dell’insegnante di chimica di Albuquerque è sicuramente un mix, dal western al noir cinematografico, dal dramma sociale ai Gangster Movies. Sono dell’opinione che sia parzialmente non classificabile perché non conosce limiti diversi da quello dell’immaginazione, della finzione che viene sempre superata dalla realtà.

Dovessimo riassumere in una frase cos’è Breaking Bad, potremmo dire che è la storia di un uomo che messo all’angolo da un cancro, si libera della sua vita quotidiana, del suo ordinario, per vivere a pieno la propria indole.  Ma come spesso accade,  questa improvvisa libertà ha un caro prezzo da pagare e il protagonista lo pagherà, eccome se lo pagherà.

Walter lotta ardentemente (a volte disperatamente) per vivere questo nuovo avvincente presente che esplode nella sua esistenza nonostante il dramma personale e famigliare; preserva il passato recitando il ruolo imposto da una vita, ma ne sovverte ogni regola mentendo. Continua ad essere padre, marito, amico con lo scopo dichiarato di fare il male per assicurare un futuro economicamente tranquillo alla famiglia. In realtà scopriremo per ammissione dello stesso personaggio: “perché mi piace farlo, perché sono il migliore”.

La storia di Walter White è quella di un individuo comune il cui destino, potenzialmente fatale, offre un’opportunità unica di provare sentimenti che gli sembravano proibiti. Oh, certo, diventa un perfetto bastardo, un assassino a sangue freddo, un uomo senza scrupoli che potremmo persino odiare, eppure non possiamo mai fare a meno di chiederci: cosa avremmo fatto al suo posto? È qui che Breaking Bad è affascinante. Non solo manteniamo l’empatia per questo eroe che dovremmo condannare senza appello, ma ci mettiamo al suo posto, quasi arriviamo a capirlo, a chiederci come ci si sente ad essere in un camper, nel deserto del New Mexico, a cucinare metanfetamina, a sfidare gang di trafficanti, ad eludere la DEA trasgredendo molte leggi morali e non.

Breaking Bad passerà alla storia della TV per il suo personaggio principale, ma un solo uomo non può fare una serie e allora ecco il perfetto co-protagonista:  la spalla di Walter si chiama Jesse Pinkman, suo allievo sfaticato, scaltro e bulletto, diventato negli anni solerte chimico, socio pieno di dubbi, forse un figlio mancato, di sicuro un amico manipolato; i loro dialoghi mai banali e studiati alla perfezione, assieme allo stile visivo ed alla costruzione della narrazione mi hanno colpito dalla prima all’ultima puntata.

Abbiamo parlato dei personaggi, ma lasciatemi dire due parole sugli attori: Bryan Cranston (detentore di 3 Emmy Awards) e Aaron Paul (2 Emmy Awards) sono due interpreti il cui talento raggiunge un livello così alto che sembra quasi impossibile superarlo. Entrambi hanno un carisma forte e distintivo. Una coppia affiatata sul set e fuori dal set, se siete curiosi leggete qualcosa in merito al loro rapporto ad oggi e comprenderete cosa intendo dire.

Bando alle ciance: Breaking Bad è una serie semplicemente da non perdere.

Perchè guardarla

  • È semplicemente una delle serie più belle mai scritte, girate, recitate.
  • È da considerarsi tema di discussione al pari dei più importanti e blasonati film Hollywoodiani.
  • È una delle serie più premiate dalla critica internazionale.
  • Anche i personaggi secondari sono degni dei protagonisti, tanto da ispirare lo spin-off Better call Saul.

Perchè non guardarla

  • Qualsiasi serie o quasi vedrete dopo, non vi sentirete pienamente soddisfatti.
  • Mette accuratamente in luce aspetti umani.
  • Strano ma vero, potrebbe scapparvi qualche lacrimuccia.
  • Tratta temi poco etici come la droga e l’omicidio.

Tempo di lettura: 2 min e 10

Voto: 9.5

Link del Trailer:

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